Articolo 2

Intervista a Elisabetta Montagni , CEO di Calze GM Sport Società Benefit.
Calze GM Sport Società Benefit nasce a Trento nel 1960 dalla passione e dalla visione di Giorgio Montagni. Le prime macchine tessili vengono importate dall’Inghilterra e subito inizia la progettazione di un prodotto dedicato agli appassionati di montagna. I primi a provare le calze invernali con spugna interna sono gli sciatori della nazionale raggiunti dal fondatore mentre si allenano sul ghiacciaio della Marmolada.

40 anni di prodotto e innovazione più tardi, Elisabetta Montagni diventa CEO e agli inizi del 2000 si pone la questione di spostare la produzione in Cina. È proprio durante un viaggio per esplorare questa possibilità che Elisabetta si convince della necessità di andare in direzione contraria, della necessità di preservare le qualità del Made in Italy, dell’importanza della responsabilità aziendale rispetto all’impatto ambientale e alla tutela etica della filiera produttiva. Nasce il protocollo aziendale Love our Planet e la produzione acquisisce certificazioni come OEKO Tex® Standard 100.

Con l’inizio degli anni ’10 la nuova scelta etica e produttiva si unisce alla tradizione di eccellenza di GM nella collezione “Feel the Italian excellence”: cachemire, seta e lana vergine merino super extrafine si trasformano in sofisticate calze high tech. Calze GM compie 60 anni di storia nel 2020 e poco dopo sviluppa la collezione “RegenerationGM™” in cotone biologico pettinato, lana vergine merino fine e poliammidica riciclata.

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Oggi ci facciamo raccontare da Elisabetta la storia della linea RegenerationGM™ e più in generale le motivazioni che muovono Calze GM Sport Società Benefit in un percorso di transizione sostenibile da ormai più di 20 anni.

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D: Quando, come e perché è nata l’idea di sviluppare la linea RegenerationGM™?
R: L’idea è nata nell’autunno 2022 quando ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per scendere in campo e dare il nostro contributo rispetto alla problematica mondiale ambientale e alla minaccia della libertà di espressione. L’obbiettivo era sia di prodotto che il sensibilizzare i nostri clienti B2C e B2B riguardo a questi importantissimi temi.

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